
Il team è la nostra forza. La natura è il nostro ambiente di lavoro: “Non utilizzare la natura per vendere sport, ma utilizzare lo sport per avvicinare tutte le persone alla natura”: un concept, l’anima che potrebbe racchiudere in questa frase la reale mission della River Tribe.
Risulterebbe però riduttivo soffermarsi sulla sù citata senza conoscere la storia di Antonio e del suo progetto, senza la condivisione dell’avventura a 360° tra rafting, kayak, mountain bike, , canyoning, trekking, parapendio, yoga e senza salvaguardare e proteggere la natura e chi ci sta intorno.
Quella Di Antonio Trani è una storia vera. Aveva un sogno, l’ha realizzato e l’ha condiviso con i più cari amici che oggi sono i suoi soci di fiducia.
Ma come nasce la River tribe?
La risposta è un viaggio nel passato, con gli occhi rivolti al futuro.
“La Rivertribe nasce dalla volontà di mettere a disposizione tutta l’esperienza raccolta e maturata nei viaggi dell’attuale CEO e FOUNDER River Tribe in giro per il mondo, nella mia esperienza di professionista dello sport dell’outdoor, dell’estremo e del rafting in particolar modo e, dopo aver lavorato per oltre 20 anni in 4 continenti tra fiumi imponenti, sino alle vette Himalayane ai più grandi deserti dell’Africa il tutto abbinato dall’approfondita conoscenza di culture profonde che vanno dai berberi, ai pachiuti, agli Shamani.”
Poteva continuare a viaggiare e lavorare in giro per il globo, poteva produrre un corto o un documentario, poteva altresì scrivere un libro raccontando le diverse avventure ma ha preferito creare un luogo che servisse da esempio e da stimolo per tutto il comprensorio.
E’ riuscito a sfatare i soliti luoghi comuni del Sud Italia dove non si riesce a far nulla senza i necessari supporti in un contesto dove molti sono costretti a lasciare la propria terra per trovare lavoro altrove; dopo aver bonificato e rivalutato un area abbandonata da 20 anni divenuta una discarica, nasce River Tribe un connubio perfetto tra natura, sport , avventura e spiritualità, dopo soli 3 anni diventa il 1° centro outdoor in Europa per NatGeo Traveller U.K. nel 2019.
Il concept River Tribe mette insieme attività d’avventura e quelle olistiche con lo scopo di avvicinare le persone alla natura e di conseguenza a se stesse creando un esperienza che alimenta soprattutto lo spirito. Il cambiamento dell’anima che non si limita solo allo svolgimento di attività prettamente sportive ma che sposa il profondo di amore per la natura come ragione di cambiamento per le persone che ci vengono a trovare
Dove nasce River Tribe?

“Con gli amici più stretti abbiamo scelto uno dei luoghi messi peggio del nostro comune di Laino Borgo anche perchè volevamo avere un impatto sociale abbastanza elevato, un biglietto da visita per il nostro paese in una delle arterie principali del piccolo comune scegliendo il terreno peggiore bonificandolo, portando un’ondata di freschezza e innovazione ma soprattutto una visione totalmente nuova nell’ambito dell’outdoor. Siamo l’unico centro dove si possono praticare attività ecosostenibili, formato da un gruppo di giovani professionisti di livello internazionale, che offre oltre 14 attività sportive all’aperto in un ambiente mozzafiato richiamando nel giro di poco tempo l’attenzione delle più importanti riviste del settore nazionali ed internazionali (Vanity fair, National geografic, Travel magazine) – stimolando gli altri operatori e i competitor della vallata.“
Oggi il campo base si presenta come un’oasi di pace, un luogo magico per lo spirito, biodiversità e profumi di macchia mediterranea. La River Tribe oggi è parte attiva per tutti quei processi che riguardano la tutela ambientale del territorio, è ad oggi un palcoscenico per progetti sportivi, programmi ecologici, salute, attività di educazione alla tutela del territorio.
In tutto ciò come non menzionare il pernottamento esperienziale che la River offre ai suoi ospiti. Un area camping immersa nel verde vicino al fiume, tra area camper e tende sospese Tentsile tra gli alberi per un esperienza unica (il punto piu a sud d’Europa dove vivere un esperienza magica). Potrai fare green therapy, rilassarti sulle amache e vivere esperienze di sport outdoor in completa sicurezza.
Bonificare o piuttosto piantare alberi per ogni attività svolta nel Parco Nazionale del Pollino” o acquistare interi boschi per tutelarli e difenderli da “minacce” umane come ad esempio la presenza della centrale di Bio massa a pochi km dal centro che brucia ancora oggi tonnellate di legno tutto l’anno.
“Questa battaglia è una delle ragioni – afferma Antonio in una delle ultime interviste – che mi ha spinto a ritornare qui con l’obiettivo di creare un luogo che facesse da modello e da esempio, un posto capace di far conoscere questo territorio quanto più possibile il tutto accompagnato dallo spirito di rivalsa familiare, “ una rivincita forte, giusta e necessaria per mio papà che negli ultimi dieci anni si è battuto, con tanto di condanne, per la lotta avviata nei confronti della centrale sù citata.
La sostenibilità è uno dei valori su cui fondiamo il progetto. Cerchiamo di mantenere questa attenzione nei confronti della tutela ambientale in ogni passaggio del nostro lavoro. Dai valori sportivi ai processi gestionali all’educazione trasmessa, dai prodotti acquistati alle sponsorizzazioni. Il nostro animo “green” prevale sempre per quanto possibile ed è in continuo sviluppo migliorando e ottimizzando ogni piccolo aspetto. ll primo degli obiettivi di questo percorso è quello di partecipare allo sviluppo di un mondo ecosostenibile, capace di salvaguardare il talento e il contesto naturale insieme, cogliere l’innovazione della tecnologia e rispettare il verde che ci circonda. Essere parte di questo progetto significa contribuire alla difesa della natura e dell’ecosistema divertendosi un luogo dove il turismo valorizza il territorio, una opportunità di riscoprire le proprie radici, divertirsi in modo sano, rilassarsi e costruire un domani migliore.
Un turismo ecosostenibile che non deve perdere l’essenza della mission stessa, senza cadere nell’errore di diventare paradossalmente insostenibile per il territorio vista la mole ed il flusso dei nostri ospiti che anno dopo anno visitano la Valle del Lao. Anzi, l’obiettivo finale è quello, un giorno, di far nascere un eco-village sportivo che possa servire come centro sperimentale, formativo, produttivo, indipendente; una comunità dove possono vivere , viaggiatori, scrittori, agricoltori, artisti, persone amanti della natura e della permacultura tutto ciò che in linea con il rispetto dell’ambiente della natura dell’individuo di se stessi, in pratica tutto ciò che genera amore.