
A cura di Redazione River Tribe · aggiornato il 21 Marzo 2022
TREKKING Pollino. Monte Alpi
River Tribe annovera tra le sue attività un percorso suggestivo tra le cime più alte del Geoparco UNESCO del Pollino, il Trekking Monte Alpi.
Ogni camminata può trasformarsi in un viaggio, ovunque esso sia purché il viaggio parta prima dentro di noi per lasciar spazio alla scoperta.
River Tribe annovera tra le sue attività un percorso suggestivo tra le cime più alte della Basilicata, ai margini nord del Geoparco UNESCO del Pollino, il Trekking Monte Alpi.
Camminando tra le campagne di Castelsaraceno lo si vedeaffiorare con le sue due cime gemelle Santa Croce (1893 m) e Pizzo Falcone (1900), che insieme alle altre due vette minori (Punta del Corvo e Monte Armizzone), non solo forma uno dei rilievi più alti dell’Appennino Lucano, ma da vita ad una delle aree più interessanti ed intatte del Parco Nazionale più grande d’Italia.
La curiosità nasce dall’associazione del nome di questo monte alla più nota catena montuosa alpina. Sembra che il suo nome derivi dalla parola locale “Arpo”, poi trasformata nelle varie trascrizioni delle carte geografiche ufficiali in Alpi. L’arpo è un falcetto usato dalle popolazioni locali per il taglio delle erbe o del frumento quando si raccoglieva ancora a mano, associato al monte per la forma che assume, visto dall’alto, congiungendo le tre cime principali che lo compongono.
Il Monte Alpi è un trekking esperienziale dedicato a tutti, soprattutto agli amanti della natura e a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al turismo slow, il turismo a piedi, nella vegetazione incontaminata e selvaggia del Pollino.
Pertanto prima di raggiungere la vetta occorre riempiere lo zaino di tutto l’equipaggiamento necessario senza dimenticare di portar con sé la voglia di conoscere, la condivisone e l’immaginazione. Tre elementi che, durante il cammino con le nostre guide trekking, combaciano alla perfezione.
C’è voglia di conoscere perché dal punto di vista ambientale e naturalistico il Monte Alpi regala scenari mozzafiato. Località preziosa anche per la storia e le tradizioni, legate alla popolazione che ha lasciato segni nella cultura, nella lingua e nell’architettura, visibili nei tipici borghi di Latronico e Castelsaraceno. Qui la lavorazione dell’originale pietra grigia di Latronico.
Le distese di roccia coperte dalla neve durante il periodo invernale lasciano spazio prima a morbide ondulazioni argillose e poi ad esemplari di agrifoglio. Dopo circa 1 km dalla nostra partenza a 1250 mslm, ci immergiamo nella bellissima faggeta della montagna che attraversa Timpa Carlone, da qui tra una salita pendente, un falsopiano ed una breve discesa l’ultimo strappo che porta a Monte Teduro. Passo dopo passo capita di osservare il passaggio della fauna locale: cinghiali, tassi e istrici. Silenzioso invece scorrazza tra gli alberi lo scoiattolo bruno. La diffidenza e l’astuzia assottiglia invece la probabilità del famigerato incontro con il gatto selvatico o ancor di più con i lupo del Pollino. A tenerci compagnia dall’alto sono invece i falchi pellegrini, il Nibbio bruno e una Poiana. E, se la stanchezza si fa sentire, l’antidoto migliore per ingannare la paura della fatica è la curiosità di sapere cosa ci aspetta una volta arrivati sulla vetta, avere una chiara immagine di ciò che si potrà vedere dalla cima più alta di Pizzo Falcone a 1900 metri.
C’è sempre qualcosa di magico nel raggiungere il punto più alto sia esso in completa solitudine, così come in compagnia, la sensazione del momento è la stessa; smetti di pensare e ci sei solo tu; tu e tutto quel cielo, tra le distese infinite. La magia è vederlo affiorare, lui è il simbolo del Parco Nazionale del Pollino, lui il Pino Loricato. E’ lui che sorveglia da secoli la Montagna che in autunno si tinge di rosso. Definito da molti “fossile vivente” o ancora “dinosauro degli alberi. E’ la ciliegina sulla torta di un perfetto ecosistema.
In quell’istante ci si ricollega a quella energia primitiva della natura, soffocata dalla nostra frenesia quotidiana. Lassù in cima il sapore del sacrificio è dolcissimo, si crea un connubio straordinario fra mente e corpo. Come in tutti i percorsi trekking River Tribe sul Pollino ciò che ogni viaggiatore porta con sé è la magia di questi momenti unici e l’emozione che si prova nel condividerli, questo è quello che piace fare a noi. Capita così che si creino legami particolari e amicizie durature. Questa è la parte che amiamo di più: incontrarsi ancora una volta per la prima volta.


