Rafting e Yoga, pensandoci niente di più diverso: un po’ come il giorno e la notte, il caldo e il freddo, il sole e la luna. Il rafting è per denominazione uno sport adrenalinico, che ti da una carica incredibile, veloce spericolato, non a caso infatti è considerato uno sport estremo. Lo Yoga è invece una disciplina che punta tutto sulla concentrazione, sulla calma, sulla meditazione e sulla respirazione.

La parola Yoga è una pratica esistente da migliaia di anni e il termine è originario dell’India ed indica le pratiche ascetiche e meditative. Spesso ci si avvicina a questa disciplina per vari motivi: per ricercare la pace interiore, per migliorare il proprio corpo ma chi ci si avvicina abbraccia un vero e proprio stile di vita. Attraverso lo Yoga avviene un vero e proprio cambio di mentalità di approccio alle cose e ai problemi della vita. Secondo recenti studi lo Yoga sarebbe più efficace di un antidepressivo e tutto questo grazie al raggiungimento di un equilibrio perfetto sia fisico che mentale. Dal punto di vista fisico infatti la pratica abbinata alla respirazione facilita l’ossigenazione del corpo, dal punto di vista mentale lo yoga permette di aumentare la concentrazione e scaricare lo stress.

A volte non ci rendiamo conto di quanto la nostra vita influisca sul nostro corpo. Questa disciplina si sviluppa in quattro modi fondamentali: attraverso le posizioni che in sanscrito si chiamano ASANA, le tecniche di respirazione dette PRANAYAMA, i MUDRA che sarebbero i gesti delle mani e le tecniche di rilassamento, meditazione e purificazione.

Tra l’altro per esercitare questa disciplina serve davvero poco: un tappetino e magari un bel posto all’aria aperta dove potersi rilassare lontano dal caos che ci circonda ogni giorno. Vi starete certamente chiedendo il perché vogliamo associare uno sport come il rafting allo yoga, ecco il primo motivo è che in entrambi i casi alla base c’è la disciplina: sia negli sport estremi che nello yoga senza disciplina si rischia di buttare tutto alle ortiche. Se siamo su un gommone e non seguiamo le indicazioni delle guide, non pagaiamo nel modo giusto, non prestiamo attenzione alle indicazioni e alla sincronizzazione non solo rischiamo di non compiere una discesa nel modo esatto ma anzi rischiamo di mettere in pericolo anche chi è con noi sul gommone. Bisogna inoltre essere concentrati su quello che si sta facendo, senza distrazioni.

Alla fine di una discesa quello che rimane è l’essere appagati e felici di quel che si è appena fatto. Così nell’approccio allo yoga la disciplina è fondamentale affinchè si possa raggiungere l’obiettivo e soprattutto la pace interiore e fisica. Il rafting come molti sport estremi è qualcosa che carica il corpo, lo riempie di adrenalina e se vogliamo in qualche modo causa anche dello stress: la concentrazione, anche un po’ la paura mettono il fisico sotto pressione e pensandoci cosa c’è di meglio dopo una discesa di una bella lezione di Yoga per scaricare il corpo e ritrovare la pace interiore? Scommetto che a primo impatto in pochi avrebbero visto una congiunzione tra le due attività che invece non sono hanno dei tratti in comune ma che possono anche essere complementari.